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111. Deorgreine saluta e se ne va

Questo sito è nato nel mese di novembre del 2011, ovvero il 29/11/2011. Il numero 11 anche qui si spreca! Anche 2+9 fa 11. Non me n’ero mai accorta. Ebbene l’ultimo mio post ha avuto 11 commenti ed è il 110 (1+1+0 = 11 😀 😀 )!! Gente, qui c’è qualcosa che non torna! Oppure torna tutto, non saprei. No mi intendo abbastanza di numerologia, fatto sta che le coincidenze si sprecano. Perché sono coincidenze, niente è voluto, vi giuro.

Ho deciso di chiudere tutti i miei blog nati 11 anni fa; non lo so perché ho deciso adesso. So solo che è il momento giusto. Ne ho aperto un altro, il giorno 11 agosto scorso 😀 :D. Vi giuro che è una coincidenza. Tuttavia, sia quel che vuole. E’ andata così. Nel nuovo blog porto i progetti che ancora non ho realizzato con Deorgreine. Il nuovo blog si chiama STORIE SELVATICHE. 🙂 https://storieselvatiche.com/

Una pagina del nuovo blog sarà dedicata ai post di questo sito e che qualcuno ha gentilmente voluto commentare nel tempo. Non potrò portare anche i commenti con me, purtroppo, ma il blog per il momento rimane aperto, per rispetto di chi ancora vorrà visitarlo e cercare i vecchi post, se ne avrà voglia; solo non sarà più attivo, non posterò più qui.

Ringrazio tutti quelli che sono approdati su queste pagine in questi 11 ani, di cuore e li saluto, tutti con un grande abbraccio. Vi aspetto di là 🙂

In evidenza

110. Madama Morte

Chi mi accompagna dal primo respiro, decurtando il primo e tutti quelli che seguirono, fino a quelli che sto facendo adesso, uno ad uno fin dal primo attimo, fin dalla prima cellula; è Madama Morte, la mia più fedele compagna e amica. Lei che non mi ha mai lasciata sola a contendermi il tempo con l’altra mia compagna mirabolante: la Vita.

109. La muraglia di sciocchezze

Se un essere umano stanco del nulla volesse uscire dalla mediocrità dilagante, un giorno, gli direi che deve allenarsi a scalare una muraglia di sciocchezze; gli direi che deve munirsi di piccozza e ramponi e quando colpisce qualche testa sciocca, scalando, deve imparare a non farci caso e continuare la scalata come se niente fosse. Gli direi questo, perché se si fermasse ad ascoltarle tutte, quelle teste, non avrebbe speranza di tirarsene fuori!!

106. La velocità è cambiata

Io non mi intendo di fisica tradizionale, ma di una cosa sono certa: il tempo ha dato un’accelerazione di almeno 5 o 10 km orari negli ultimi dieci anni. Non mi chiedo di quanto sia aumentata la velocità del tempo in questi anni, in base all’unità di misura definita unicamente dalla mia percezione personale, perché sarebbe alquanto inutile. Il punto focale è nel titolo e potevo risparmiarmi queste cinque righe, in effetti.

105. Il gelato alla panna

“Non mangiare il gelato alla crema, che ti fa ingrassare!!”Sono le solite parole vuote che aleggiano come un eco lontano; le sento disperdersi flebili nell’aria ogni volta che mi prendo un gelato “come dico io”. Lascio dire, tanto il mio cervello stacca il collegamento fra le sinapsi e l’unico neurone che lavora è concentrato sul mio cono fiordilatte e fragola, sommerso da una montagna di panna!! Adoro la primavera! Le papille gustative sono pronte e io le accontento con perizia e dedizione. E sento qualcosa, per alcuni secondi ancora…”ti…fa…a…a…grassare…sare…are..re…………………………”. Mah…

104. Alla stima reciproca hanno sostituito lo stigma sociale

Nell’era dei cambiamenti pare che l’involuzione di massa soverchi di gran lunga l’evoluzione della specie. Ho il vago sentore che le variazioni non siano state calibrate granché bene; quantomeno non in modo scientifico. Della vera Bellezza rimarranno vaghi ricordi dispersi nell’etere dell’indifferenza e anche quest’ultima, sarà talmente ordinaria da risultare invisibile.

103. Il cardo mariano si dice che rimette tutto al suo posto

Mi hanno detto che il cardo mariano ti entra nel sangue e ci fa le pulizie di primavera; ho pensato che io avrei bisogno di un po’ di cardo mariano per ogni stagione, per ripulirmi il sangue che all’incirca ogni sei settimane si fa sempre un po’ amaro. E anche se ci metto lo zucchero, non basta mai.